GIUSEPPE FAVA: UN GALANTUOMO TROPPO PRESTO DIMENTICATO

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parliamonepino
00giovedì 8 ottobre 2009 16:55
Ricordo quella sera del 28 dicembre del 1983, i miei figli, allora piccolini, si erano appena addormentati.

Quella sera, ascoltai un intervista fatta dal grande giornalista Enzo Biagi e qualche ospite, tra cui Pippo Fava, giornalista famoso per la sua lotta, a viso aperto, contro la mafia.

Tra gli ospiti, anche un giovane Nando Dalla Chiesa.

Ma, l'intervista, ad un certo punto, si concentrò tra Pippo Fava e Enzo Biagi.

Sapevo che, qualche tempo prima, Pippo Fava, era scampato ad un attentato dinamitardo o, forse, era solo un avvertimento.

Fu licenziato dal giornale e, a poco a poco, isolato.

Le dichiarazioni che, Pippo Fava, stava facendo da Enzo Biagi non erano mai state fatte in televisione in modo così chiaro e dettagliato.

Nel filmato che riporto da YouTube, mancano dei pezzi, che probabilmente furono censurati, ma io ricordo perfettamente. Come ricordo l'imbarazzo e lo stupore di un giornalista di razza come Enzo Biagi, che incalzava con le domande.

Improvvisamente, capii che quell'uomo si stava giocando la vita, anzi, era pronto ad affrontare il "verdetto".

Ricordo che telefonai ad un amico, che aveva seguito anche lui la trasmissione, e dissi con assoluta certezza: "Pippo Fava, sarà ucciso nei prossimi giorni!"

Lo aveva capito anche Enzo Biagi, secondo me.

Una volta, Pippo Fava, scrisse: "A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare?".

Un'altra volta, scrisse: “Qualche volta mi devi spiegare chi ce lo fa fare, perdìo. Tanto, lo sai come finisce una volta o l’altra: mezzo milione a un ragazzotto qualunque e quello ti aspetta sotto casa… “

Il 5 gennaio del 1984, dopo una settimana, da quell'intervista, venne freddato con cinque proiettili, due in faccia e tre alla nuca.

Delitto passionale, delitto a sfondo economico.

Queste le prime considerazioni dei giornali su dichiarazione di chi stava indagando.

Il suo funerale si svolge in una piccola chiesa, poche le istituzioni presenti, solo giovani ed operai.

Bisognava subito archiviare il caso.

Dopo diversi anni, furono presi i responsabili, Luciano Grasso e Maurizio Avola, poi...........pentiti.

Furono catturati anche i mandanti mafiosi, Nitto Santapaola e Aldo Ercolano, tutt'ora in carcere.





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®@ffstef@n
00giovedì 8 ottobre 2009 18:23
PER OTTENERE LA SECONDA REPUBBLICA..

OCCORRE FARE 2 COSE :

1- CACCIARE IL VATICANO DALL'ITALIA.
2- LAVORI FORZATI PER I DETENUTI. (chiamateli, se vi pare, "LAVORI SOCIALMENTE UTILI o meglio ancora....*PROTEZIONE CIVILE )



*Nel messinese, cotanto "servizio sociale", avrebbe sostenuto non solo la montagna, ma avrebbe fatto in modo che questi "operatori" riacquistassero dinanzi agli occhi del MONDO, la loro vera dignità umana.
parliamonepino
00sabato 10 ottobre 2009 19:46
Consiglio di ascoltare bene quello che dice il giornalista/scrittore Pippo Fava, in questo video.

Nessun giornalista aveva mai denunciato, con tale chiarezza e coraggio, la mafia, per televisione.

Parlava a ruota libera, facendo nomi e cognomi.

Ha fatto scuola, Pippo Fava!

“Io mi batterò sempre per cercare la verità in ogni luogo ove ci sia confronto fra violenza e dolore umano. E per capire il perché.” (Pippo Fava)


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